Il Tafazzismo della politica

tafazzi.jpgProprio ieri è uscito un interessante articolo sul Sole 24 Ore dove si stimava quale sarebbe potuto essere lo scenario al Senato, andando a votare nell’immediato a legislazione elettorale vigente. Ebbene, la situazione più favorevole per il centro destra prevede che in caso di vittoria netta, il margine in termini di senatori rispetto al centro sinistra non dovrebbe comunque essere superiore alle 30-40 unità, al lordo dei senatori a vita, proprio perché il premio di maggioranza al Senato è su base regionale e non nazionale come alla Camera.

Cosa vuol dire questo? Vuol dire che, stante questa porcata di legge elettorale, se anche Berlusconi complessivamente dovesse vincere nettamente resterebbe comunque sotto scacco dei piccoli partiti o di partiti come l’UDC, il quale se anche digerisse ancora una volta la sua candidatura a premier, a Governo varato continuerebbe legittimamente a martellargli i coglioni un giorno sì e l’altro pure, avendolo in pugno, con buona pace dell’ingovernabilità di questo Paese.

Ecco perché Berlusconi in queste ore chiede che al Senato si passi da un premio di maggioranza regionale ad uno nazionale. Ma se nulla cambiasse, dobbiamo porci la domanda: Berlusconi aspira a stare seduto sulla seggiola di Palazzo Chigi o a governare?

Nei prossimi giorni sapremo l’ardua sentenza.

 

3 Risposte a “Il Tafazzismo della politica”


  1. 1 stef Gennaio 26, 2008 alle 2:59 pm

    un salutone……….. stef

  2. 2 denis spedalieri Gennaio 28, 2008 alle 2:37 pm

    Su “La Stampa” odierna (http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/GYC/GYCQX.pdf) c’è un’intervista al prof. Stefano Ceccanti (http://www.ceccanti.ilcannocchiale.it).
    Secondo lui, se si andasse al voto ora, il risultato del Senato non sarebbe affatto scontato per il centrodestra.
    Forse dovrò rivedere le mie idee in proposito…

  3. 3 innovatorieuropeimassacarrara Gennaio 28, 2008 alle 3:53 pm

    tieni conto Denis che Ceccanti è molto vicino a Veltroni, pur essendo un esimio costituzionalista… Comunque conferma quanto detto da D’Alimonte sul Sole 24 Ore. Questo perché la differenza tra Camera e Senato sta nel fatto che il premio di maggioranza al Senato è su base regionale e non nazionale. Ecco perché Berlusconi nelle ultime ore chiede solo che sia rivista la legge di modo tale che anche al Senato il premio sia su base nazionale. Avrebbe un ampio scarto a quel punto. Mentre del fatto che la legge non preveda il voto di preferenza non gliene può fregare di meno!!!Anzi.. così fa le liste bloccate e decide lui chi far passare e chi no!
    La domanda sorge spontanea: ma chi vota per il centro destra, tutti questi trucchetti berlusconiani li sa, li ha compresi, oppure no?


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