No al voto nell’immediato

elezioni.jpgEvitiamo di entrare nel merito delle responsabilità di Mastella e del suo partito. Già fiumi di inchiostro sono stati spesi per questa posizione non comprensibile in un quadro di interesse generale, se non perché sostenuta da motivazioni relative ad affari privati e alla tutela della propria poltrona.

Guardiamo invece a cosa può succedere adesso.

Diciamo subito che non siamo per andare al voto nell’immediatezza. Non perché si rischierebbe di rimettere in mano le chiavi del Paese a Berlusconi, attorno alla cui figura il centro sinistra è stato capace anche di ricompattare ciò che fino al giorno prima non esisteva più, ossia il centro destra (vedi ultime dichiarazioni di Fini!!!), quanto piuttosto per un fatto di merito: bisogna rendersi conto che l’Italia oggi ha un serio problema che è quello di fare alcune riforme, che un Governo “normale” non ha la forza di fare, pena la perdita di consenso. Ce lo dicono le esperienze degli ultimi 15 anni. Non c’è solo da modificare una parte della Carta costituzionale e la riforma elettorale – per le quali, appunto è assolutamente auspicabile il consenso di una larga maggioranza – vi sono anche da mettere in cantiere quelle riforme economiche e sociali (liberalizzazioni e compagnia cantante), molte impopolari, che agli scenari attuali, sono diventate ormai improcrastinabili, per evitare la deriva di questo Paese a Stato delle banane.

A nostro modo di vedere, l’esperienza degli ultimi 15 anni ci insegna che soltanto un governo di larghe intese, di grossa coalizione (con PD e FI assieme), un Governo del Presidente, avrebbe la forza di fare ciò, evitando il rischio di perdere consensi. E’ chiaro che non può durare in eterno, occorre darsi una strategia politica, delle tappe, per dirimere alcuni punti fondamentali dell’agenda politica, dopo di che alla fine di questo passaggio ognuno è legittimato a ritornare al proprio ovile, per proporsi davanti al popolo.

La cosa più sconfortante di tutta questa storia è che il centro destra, pur avendo durato cinque anni, è mancato fondamentalmente sulle riforme, lasciando oltrettutto i conti in rosso. Al centro sinistra, pur nella sua litigiosità, è mancata invece la durata, pur avendo esibito alcune buone riforme e avendo rimesso in sesto i conti pubblici. Ci domandiamo dunque come si fa a tornare immediatamente alle elezioni per rieleggere la stessa classe dirigente degli ultimi 15 anni?

Il problema dunque che ci si pone davanti é: Forza Italia e alcuni segmenti del centro destra ci stanno? Da ciò che si evince dalle prime prese di posizione sembrerebbe assolutamente di no, a parte l’UDC di Casini. Quale potrebbe essere allora la contropartita che il PD dovrebbe concedergli? Crediamo probabilmente che la candidatura di Gianni Letta alla presidenza di un Governo delle riforme ed il seggio di una delle 2 Camere, o la presidenza di un’importante Commissione, possa essere una soluzione adeguata per risolvere questa situazione di impasse. Eppoi quel tanto sbandierato rinnovamento generazionale quando deve ancora aspettare? Anche per questo pensiamo che non siano auspicabili nell’immediato le elezioni…Speriamo ci ascoltino!

2 Risposte a “No al voto nell’immediato”


  1. 1 Pina Gennaio 23, 2008 alle 9:58 pm

    Temo che per l’auspicato ricambio generazionale bisognerà aspettare il decorso fisiologico e, per fortuna, inappellabile, del tempo.

  2. 2 innovatorieuropeimassacarrara Gennaio 23, 2008 alle 10:06 pm

    … cioé mai!!!


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